Trailer

Sinossi

Jim Davidson e Mike Price sono due amici. Sono una cordata. Nel 1992 decidono di scalare… la loro montagna: il Monte Rainier nello stato di Washington, Stati Uniti. Il sogno di una vita, una vetta ambita da ogni scalatore, un passaggio obbligatorio per chi, nato in America, vuole definirsi Alpinista. “The Mountain” come la chiamano a Seattle. Ma le cose non sono mai come ce le aspettiamo e quella scalata non sarà solo la conquista di una vetta. Sarà un punto di non ritorno, un cammino impensato dentro alle profondità del loro legame, un viaggio che durerà ben più dei 4 giorni impiegati per raggiungere la cima. Un alt(r)o Everest è una storia vera, non è una storia famosa, da essa non è stato tratto nessun film, ma potrebbe essere la storia di ognuno di noi. E forse lo è. Proprio per la sua spietata semplicità. Una storia che racconta le difficoltà e i passaggi obbligatori che la vita ci mette davanti. Crepacci. Non possiamo voltarci dall’altra parte e non possiamo giraci intorno ma solo attraversarli. Due amici, due vite, due destini indissolubili.

Prima dello spettacolo

Alle 18.30, nel Foyer del Teatro Carani, incontro con la compagnia e l’alpinista Filippo Sala

Filippo Sala è stato un grande alpinista. Noto a molti per il suo spirito eclettico, la sua intelligenza e sensibilità sopraffina. Amante della natura e della bellezza degli incontri che nascono lungo i sentieri.

La serata è organizzata in collaborazione con CAI SASSUOLO

L’incontro con la compagnia è a ingresso libero

Note di regia

Lo spettacolo è la naturale evoluzione di (S)legati. Dopo (S)legati, infatti, abbiamo sentito la “chiamata” e in qualche modo il “dovere” di continuare l’indagine così ricca e fruttuosa, nata durante tutto il percorso nel circuito della montagna.
Per farlo, però, non ci bastava una semplice storia di alpinismo (in effetti, ne esistono a centinaia di imprese e avventure tra la letteratura alpinistica). Avevamo bisogno di una storia che potesse elevarsi a paradigma, che potesse, in qualche modo, contenere le storie di tutti, anche di chi la montagna non la frequenta o addirittura non la ama. Una storia che fosse, per dirla in breve, universale. E l’abbiamo trovata: la storia di Mike e Jim parla di qualcosa che tutti abbiamo conosciuto e con la quale prima o poi dobbiamo fare i conti: la perdita, il lutto, la mancanza… e assieme quel dialogo, silenzioso e profondo che continuiamo ad avere con le persone che non sono più con noi ma che in qualche modo… continuano ad essere con noi.
Siamo sicuri che non sia un caso se abbiamo incontrato questa storia proprio ora. Gli ultimi due sono stati anni dolorosi. Mamma Franca se ne è andata. Gli amici Sandro e Marco se ne sono andati. Ne sentiamo la terribile mancanza… ma siamo convinti che possiamo sentire la mancanza solo…. di chi è presente.
Jacopo Maria Bicocchi e Mattia Fabris

Jacopo-Maria Bicocchi

Jacopo-Maria Bicocchi si diploma alla scuola del Teatro Nazionale di Genova nel 2007 dividendosi tra teatro, cinema e televisione. Per il teatro è diretto fra gli altri da Anna Laura Messeri, Massimo Mesciulam, Cristina Pezzoli, Fausto Paravidino e Andrea Collavino. Sempre per il Teatro Nazionale di Genova è formatore e regista. In televisione è tra i protagonisti della serie Raccontami 2, Il Commissario De Luca, ed è diretto da Pupi Avati nella miniserie televisiva Un matrimonio. Debutta al cinema grazie a Giuseppe Piccioni in Giulia non esce la sera (2009) con cui vince il premio “Mondo Piccolo Cinematografo”. Seguono le collaborazioni con Renato De Maria La prima Linea, Maria Sole Tognazzi Viaggio Sola, con Daniele Vicari per il suo Diaz don’t crean up this blood, con Sophie Chiarello e con Gabriele Muccino in Gli anni più belli (2020). Il primo film da protagonista vede la regia di Lorenzo Corvino, che lo sceglie per la sua opera prima Wax. We are the X, ricevendo la prima candidatura internazionale come miglior attore protagonista al 7th International Filmmaker Festival of World Cinema di Londra 2015. È vincitore come miglior attore giovane emergente del Premio Nazionale delle Arti indetto dal MIUR (2006), del premio Hystrio alla Vocazione nel 2007, e il premio Nuove Sensibilità nel 2010. Fonda insieme a Mattia Fabris la Compagnia Slegati per la quale scrivono, dirigono e interpretano produzioni teatrali a tema alpino. Ad oggi la Compagnia ha realizzando quasi 700 repliche su tutto il territorio nazionale e vinto diversi premi. Ad aprile 2025, la Compagnia partirà alla volta del Nepal per realizzare la prima spedizione teatrale fino al campo base dell’Annapurna.

Mattia Fabris

Mattia Fabris si diploma come attore nel 1996 alla Scuola “Paolo Grassi” di Milano. Da allora lavora con svariati registi: Cristina Pezzoli (La fine di Shavuot di S.Massini, Glen Garry Glen Rose di D.Mamet), Gigi Dall’Aglio (Terrore e miseria del terzo Reich di B.Brecht), Gabriele Vacis (Vocazione tratto da Goethe, La rosa Tatuata di T.Williams), Serena Sinigaglia con cui nel 1996 fonda la compagnia Atir. Con la regia della Sinigaglia, partecipa a molte produzioni della compagnia, (Romeo e Giulietta e Re Lear di W.Shakespeare, Baccanti e Troiane di Euripide, Donne in Parlamento di Aristofane etc). All’interno della compagnia è anche formatore nei laboratori rivolti ad attori professionisti e non, nonché nell’ambito del teatro sociale. Parallelamente al percorso in ATIR, segue una strada personale come autore e regista de Il ritratto della salute con Chiara Stoppa e delle storie di alpinismo (S)legati e Un alt(r)o Everest assieme al collega Jacopo Bicocchi con cui fonda il duo “Compagnia (S)legati” con lo scopo di presentare gli spettacoli nei luoghi legati alla montagna (rifugi alpini, festival di montagna…). Dal 2015 al 2017 organizza la rassegna di teatro in quota “Teatro delle Dolomiti” nell’ampezzano. Come autore pubblica Il ritratto della salute, dall’omonimo spettacolo (ed. Mondadori, 2014), Patagonia, il grande sogno di Ermanno Salvaterra, di cui è curatore (ed. Mondadori, 2021), Raccontami qualcosa di bello di cui è co-autore con Massimo Vacchetta (ed. Mondadori, 2021) e Anche i sogni impossibili – il XV° ottomila di Fausto de Stefani di cui è co-autore assieme a Jacopo Bicocchi (ed. Montura, 2022).