Sinossi

Pink si presenta al pubblico protetto da un muro emotivo, frutto dell’isolamento, della rabbia, della frustrazione. In un primo flashback richiama alla memoria gli episodi dell’infanzia che più lo hanno segnato, i primi mattoni alla base del muro: la morte del padre soldato; le paure trasmesse da una madre che esaspera il naturale istinto di protezione; le umiliazioni di una consuetudine educativa che deride e mortifIca ogni manifestazione di individualità, personifIcata da un maestro crudele che sfoga sugli alunni la propria frustrazione. La vicenda prende successivamente forma in un’alternanza di piani narrativi e temporali che rappresenta metaforicamente il caos che governa la mente del protagonista. Pink è adulto, è un’affermata rock-star, ma i fantasmi del passato si ripresentano a turbare un’esistenza all’apparenza invidiabile. Il fallimento del matrimonio affonda le radici in un passato di instabilità: freddezza e distacco, le prime armi di difesa messe in campo, non fanno che esasperare il divario tra realtà e allucinazione. Con voce sommessa Pink si congeda dal mondo crudele, ormai al sicuro dietro il suo muro. Intrappolato in una gabbia di dolore ed emozioni represse, Pink tenta di ristabilire il contatto con il mondo là fuori. I pensieri si rincorrono confondendo presente e passato, le ferite si riaprono: la personalità inquieta si confronta con la realtà e l’unica difesa possibile resta ancora il totale, catatonico abbandono alla completa impermeabilità alle emozioni. Ma lo show deve andare avanti, a discapito di tutto: Pink è di nuovo sul palco, di fronte alla folla che lo acclama. Nel culmine del delirio autoreferenziale riveste i panni di un dittatore, da vittima si trasforma in carnefice e restituisce al mondo le ingiustizie che crede di aver subito. Un residuo barlume di umanità lo porta tuttavia a interrogarsi sui motivi che lo hanno spinto all’isolamento e alla conseguente alienazione. Nella prigione della sua mente Pink è pronto al processo: al banco dei testimoni i metaforici mattoni del muro (la madre, il maestro, la moglie), a sostenere l’accusa di avere dimostrato “sentimenti di una natura quasi umana”. Il verdetto della giuria è inappellabile: accettare di far parte della comunità umana e di relazionarsi con i propri simili. Il boato del muro che crolla sovrasta finalmente il frastuono dei pensieri di Pink, deciso ad affrontare la paura, il dolore e a superare le barriere emotive. Tornare alla vita è un’audace scelta di maturità sociale, laddove la completa disconnessione dalla realtà rappresenta un inutile tentativo di fuga che potrebbe rivelarsi non tanto un fallimento, quanto fonte di pericolose degenerazioni.

Note di regia

La nuova produzione The Wall_Dance Tribute, che vede protagonisti i danzatori della MM Contemporary Dance Company, interpreti delle coreografie di Michele Merola, e l’attore Jacopo Trebbi, prende vita dallo storico concept album dei Pink Floyd, pubblicato nel 1979, e dall’omonima pellicola cinematografica di Alan Parker. The Wall è un manifesto, un atto di protesta contro un mondo, contro una società che non rispetta gli uomini in quanto esseri senzienti e liberi. The Wall è un’opera progressive, nata dal sentimento di rabbia e frustrazione del leader della band britannica, Roger Waters, conscio del progressivo allontanamento tra artista e pubblico, del distacco tra performance e fruizione. La vita del suo alterego, la rockstar Pink, si snoda attraverso le tracce del concept-album: la morte del padre in guerra, le vessazioni di un insegnante frustrato, le attenzioni asfissianti di una madre iperprotettiva e insicura, il matrimonio con una donna assente e infedele, la droga, le pressioni dello show-business rappresentano i mattoni che, poggiandosi l’uno sull’altro, erigono il muro che separa l’uomo dal resto del mondo. Nello spettacolo, Pink (interpretato da Jacopo Trebbi) è l’alter-ego di Roger Waters. Al culmine del delirio alienato e autoreferenziale, vince tuttavia la volontà di abbattere quel muro, di liberarsi dalle oppressioni e di spogliarsi delle maschere, per mostrarsi per quel che realmente si è e aprirsi all’esterno e al prossimo: solo con l’empatia, l’unione e la partecipazione sarà possibile costruire un futuro migliore. I linguaggi si intersecheranno per costruire uno spettacolo cangiante dove le musiche, la danza, la recitazione e le video proiezioni non hanno un confine preciso e definito. Proprio come accade nell’adattamento cinematografico, la storia, i flashback, le voci dei personaggi saranno in continua condivisione, si sovrapporranno tra loro per costruire la storia di Pink e la sua “folle confusione”, raccontata attraverso l’intrecciarsi delle arti in questo spettacolo composito, sospeso tra teatro, danza e musica.

MM Contemporary Dance Company

La MM Contemporary Dance Company è una compagnia di danza contemporanea diretta dal coreografo Michele Merola, nata nel 1999 come centro di produzione di eventi e spettacoli e come promotrice di rassegne e workshop con l’obiettivo di favorire scambi e alleanze fra artisti italiani e internazionali, testimoni e portavoce della cultura contemporanea. Il repertorio della compagnia, che ha sede a Reggio Emilia, è ricco e variegato, grazie ai lavori di Michele Merola e alle creazioni firmate da coreografi europei e italiani come Maguy Marin, Mats Ek, Mauro Bigonzetti, Thomas Noone, Gustavo Ramirez Sansano, Karl Alfred Schreiner, Silvia Gribaudi, Eugenio Scigliano, Emanuele Soavi, Enrico Morelli, Daniele Ninarello, Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, Roberto Tedesco, Camilla Monga, Adriano Bolognino. Nel 2010 la MM Contemporary Dance Company ha vinto il prestigioso Premio Danza&Danza come migliore compagnia emergente e oggi, è, a tutti gli effetti, una realtà di eccellenza della danza italiana, con una consolidata attività di spettacoli su tutto il territorio nazionale. Da alcuni anni ha conquistato un mercato internazionale con spettacoli in paesi europei ed extraeuropei (Corea, Colombia, Canada, Germania, Russia, Marocco, Belgio, Spagna, Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca, Svezia, Francia, Finlandia, Serbia, Norvegia, Croazia). Nel 2017 la MM Contemporary Dance Company ha vinto il Premio Europaindanza 2017 – Premio al Merito alla coreografia, per lo spettacolo Bolero di Michele Merola. Nel 2022 la MMCDC ha vinto il premio Danza&Danza per la migliore produzione italiana con lo spettacolo Ballade (cor. Mauro Bigonzetti, Enrico Morelli) e nel 2024 ha vinto il premio Danza&Danza per la Valorizzazione del repertorio, per lo spettacolo Grosse Fugue di Maguy Marin. Nel 2021, 2022 e 2024 è stata presente su RAI 1 nelle trasmissioni di Roberto Bolle “Danza con me” e “Viva la danza” interpretando coreografie di Mauro Bigonzetti e Lorca Massine. Per il triennio 2018-20, nel 2021 e per il triennio 2022-24 la MM Contemporary Dance Company è stata compagnia associata del Circuito InDanza del Trentino Alto Adige. La MMCDC è sostenuta dal Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Reggio Emilia, Centro Permanente Danza Danza/Reggio Emilia.

Michele Merola

Michele Merola è direttore artistico della MM Contemporary Dance Company, compagnia di danza contemporanea da lui fondata nel 1999 a Reggio Emilia. Con essa Merola ha portato sulla scena, sia in Italia che all’estero, molte sue coreografie, tra cui La metà dell’ombra, vincitrice del premio Anita Bucchi nel 2010 e Bolero, Premio Europaindanza 2017 – Premio al Merito alla coreografia. Dal 2000 numerose sono le sue creazioni per altre compagnie, tra cui l’Aterballetto, il Teatro San Carlo di Napoli, la Dominic Walsh Dance Theatre, il Teatro Massimo di Palermo, lo Junior Balletto di Toscana, il Teatro Nazionale di Belgrado, la Tanzcompagnie Landesbühnen Sachsen di Dresda, il Teatro dell’Opera di Roma. Nel 2003 vince il Concorso Internazionale di Coreografia di Hannover, nel 2008 il Premio Positano Leonide Massine per l’Arte della Danza, nel 2016 il Premio Giornale della Danza Award come Migliore Coreografo italiano, nel 2018 il Premio Incontro con la Danza di Basilicata ArteDanza, e nel 2019 il Premio ” Metti le ali al Talento” per la carriera e la direzione artistica della MMCDC. Dal 2010 Merola è, con Enrico Morelli, direttore artistico di Agora Coaching Project, progetto di perfezionamento professionale per danzatori che ha sede a Reggio Emilia.

Jacopo Trebbi

Jacopo Trebbi, classe 1990, si diploma alla Scuola di Teatro di Bologna “Galante Garrone” e dal 2012 lavora in ambito teatrale, cinematografico e pubblicitario. Collabora stabilmente con ERT – Emilia Romagna Teatro, partecipando a numerosi spettacoli diretti da registi come Teodoro Bonci del Bene (Romeo and Juliet), Claudio Longhi (La commedia della vanità), Matthew Lenton (Metamorfosi) e Lino Guanciale (La mia infinita fine del mondo). Ha interpretato l’atleta Peter Norman nel monologo Pugni chiusi (2018) e lavora con la regista Renata Palminiello in diverse produzioni dei Teatri di Pistoia. Nel 2025 debutta con la sua prima regia teatrale. 
In televisione e al cinema ha preso parte a L’Ispettore Coliandro, Diabolik 2, La stanza indaco, Dopo la guerra. Come speaker è voce di audiolibri, e-learning e progetti corporate per brand nazionali e internazionali. Collabora inoltre con la Cineteca e l’Università di Bologna su progetti culturali e divulgativi.