Note di regia

“Come ogni stereotipo anche quello di Fred Buscaglione è un falso. Fred non era il gangster, il bullo, il donnaiolo che suggeriva il suo personaggio. Nella vita era completamente diverso: una figura ironica e giocosa certo, ma anche fragile e malinconica.
È su questo doppio binario che ho voluto procedere per raccontarlo, rompendo lo specchio della finzione mediatica per cercare qualcosa che brillasse nel suo spirito profondo. Fred era un genio luminoso, che esplose appena due anni prima della sua morte.
In quel breve lasso di tempo, lui e Leo Chiosso, che gli cucì su misura il personaggio che tutti conoscono, scrivono canzoni rivoluzionarie che sconvolgono il placido panorama musicale italiano. Ed è proprio la musica a dominare questo spettacolo, non solo quella straordinaria della band capeggiata da un genio come Fabrizio Bosso: il ritmo folle, focoso, sincopato del jazz entra anche nel corpo e nelle parole dell’attore. La voce si fa musica e la musica diventa parola, tanto che d’un tratto persino la tromba pare parlare.
Musica, parole e corpi si inseriscono nel contesto registico pensato da un artista fenomenale, il più visionario della nostra epoca: Arturo Brachetti, che gioca con luci e immagini, creando mondi differenti, in un crescendo poetico e lirico. Ed ecco che swing, spari, sirene, whisky irrompono sulla scena. È il mondo di Fred e Leo, che scalza i ritmi lenti delle canzoni dell’epoca e sfonda le porte del successo.
Buscaglione è ormai famosissimo, ma proprio all’apice della popolarità inizia a soffrire. Ha paura di perdere il favore del pubblico e non si riconosce più nel suo personaggio. In un’intervista dichiara «Il successo mi ha preso alle spalle e in fondo mi ha deluso. Ancora due anni e poi smetto».
Non ha avuto tempo, Fred. Se n’è andato, d’un tratto, in un’alba di febbraio, con una rapidità che è sembrata incomprensibile.
Tuttavia, nello stesso tempo, ha attraversato le generazioni: ancora oggi Fred è capace di riapparire d’improvviso nel cielo del nostro tempo, brillando come una luna ostinata e gentile. Ma non si può capire Buscaglione senza immergersi nella quieta follia di Torino. Qui Fred e Leo, dalle terrazze attigue di due case popolari nel quartiere Vanchiglia, si scambiavano racconti e idee creando canzoni immortali quasi per gioco, ridendo, fumando e bevendo. Solo in questo contesto poteva nascere l’ironia dirompente di Fred. Da questa città parte la sua storia, dentro cui si dipanano amori e speranze, sfide e successi, in un fluire che s’interseca intimamente con la Storia del nostro Paese.”
Matthias Martelli

Matthias Martelli

Nei suoi spettacoli recupera tutti gli elementi tipici della tradizione dei Giullari e del teatro popolare, reinterpretandoli in chiave moderna.
Calca i palcoscenici nazionali ed internazionali con Mistero Buffo del premio Nobel Dario Fo, con la regia di Eugenio Allegri, coprodotto dal Teatro Stabile di Torino.
Ha vinto il Premio Nazionale di Cultura Frontino-Montefeltro per “le qualità attoriali acclamate dal successo di pubblico e dal favorevole giudizio espresso dalla critica e per i suoi meritevoli risultati raggiunti nel campo delle arti teatrali”.
È protagonista di Pierino e il Lupo di Sergej Prokofiev insieme all’ orchestra del Teatro Regio di Torino. Ha vinto i premi Alberto Sordi, Locomix e Uanmensciò con Il Mercante di Monologhi da lui scritto e interpretato, con quasi 300 repliche all’attivo. Per la Fondazione TRG ha scritto e interpretato Nel Nome del Dio Web.
Scrive e interpreta diversi spettacoli per importanti Teatro Stabili Nazionali, fra questi:
– Raffaello, il figlio del vento, prodotto da Teatro Stabile dell’Umbria e Doc Servizi, in collaborazione con Comune di Urbino, Amat Marche e Regione Marche.
– Dante, fra le fiamme e le stelle, prodotto da Teatro Stabile di Torino e Fondazione TRG, con la consulenza scientifica del professor Alessandro Barbero e del presidente dell’Accademia della Crusca, professor Claudio Marazzini.
– FRED!, con la regia di Arturo Brachetti e la produzione di Enfi Teatro – Teatro Parioli e Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale.
Nel 2023 Martelli è in scena con Roy Paci e i DisAsternovas, dal 2024 è in tour con il trombettista Fabrizio Bosso e la sua band (Luca Guarino, Alessandro Gwis, Mattia Basilico, Matteo Rossi).