Franz Peter Schubert (1797 – 1828)
Quattro Improvvisi Op. 90 – D 899
Allegro molto moderato
Allegro
Andante mosso
Allegretto
(durata 25′)
Domenico Scarlatti (1685 – 1757)
Undici Sonate per cembalo
in La bemolle maggiore, K. 127 Allegro
in Fa maggiore, K. 296 Andante
in fa minore, K. 184 Allegro
in Fa maggiore, K. 151 Andante allegro
in Re maggiore, K. 535 Allegro
in si minore, K. 227 Allegro
in Sol maggiore, K. 144 Cantabile
in Sol maggiore, K. 455 Allegro
in mi minore, K. 292 Allegro
in Do maggiore, K. 132 Cantabile
in do minore, K. 56 Allegro con spirito
(durata 25′)
Intervallo
Franz Liszt (1811 – 1886)
Aïda di Verdi: Danza Sacra e Duetto Finale, S. 436
(durata 12′)
Grosses Konzertsolo, S. 176
(durata 18′)
Sandro Ivo Bartoli è nato a Pisa nel 1970. Dopo gli studi al Conservatorio di Firenze e alla Royal Academy of Music di Londra, si è perfezionato con il leggendario pianista russo Shura Cherkassky. Fin dagli esordi si è imposto come interprete carismatico e fuori dagli schemi, capace di coniugare energia visionaria e profondità intellettuale. Affermatosi inizalmente come massimo interprete del repertorio italiano del primo Novecento, ha riportato alla ribalta opere di Casella, Malipiero, Respighi, Pizzetti, ottenendo il plauso di critica e pubblico in tutta Europa. È stato ospite di orchestre come la Philharmonia di Londra, l’Hallé Orchestra, il Maggio Musicale Fiorentino, la Deutsche Radio Philharmonie, la Filarmonica di San Pietroburgo, la Johnson City Symphony e la Mozart Chamber Orchestra. Pianista dal piglio vigoroso e dalla timbrica ricercata, ha affrontato con straordinario successo il grande repertorio romantico e tardo-romantico: Rachmaninov (Terzo Concerto a Londra, Rapsodia su un tema di Paganini alla Bridgewater Hall di Manchester), Liszt (Totentanz alla Philharmonie di Monaco di Baviera, Concerto Malédiction al Festival di Bad Elster), Shostakovich, Franck, Chopin, Beethoven, Čajkovskij (Primo Concerto alla Herkulessaal di Monaco) e Rubinstein (Quarto Concerto con la Filarmonica di Brașov). Negli ultimi anni ha consolidato una direzione pianistica libera e spregiudicata, esplorando territori di raro virtuosismo: dalla monumentale Fantasia e Fuga sul Corale “Ad nos, ad salutarem undam” di Liszt-Busoni al misterioso Grosses Konzertsolo lisztiano, fino alla Prima Sonata di Rachmaninov. Bartoli affianca al concertismo un’intensa attività discografica, premiata dai maggiori riconoscimenti internazionali: il Diapason d’Or Découverte per l’integrale dei Concerti di Malipiero (CPO), il 5 de Diapason per The Frescobaldi Legacy (Brilliant Classics), il Supersonic Award di Pizzicato per l’album bachiano inciso con Solaire. Per la stessa etichetta ha registrato l’album Liszt: the Franciscan works, subito accolto come incisione di riferimento («uno dei migliori album pianistici degli ultimi anni» – Fidelity Magazine), e un disco interamente dedicato a Puccini, acclamato da Textura (Artist’s Pick of the Month) e iClassical (Collector’s Choice), e candidato ai Grammy. Nel 2020 ha risposto al silenzio della pandemia con un’impresa di raro respiro: l’esecuzione integrale delle 555 Sonate di Domenico Scarlatti, pubblicata quotidianamente sui suoi canali social dal proprio studio nella campagna toscana. Ogni sonata è stata preceduta da una breve introduzione, in uno stile insieme colto e diretto, conquistando un pubblico internazionale. Si tratta dell’unica integrale scarlattiana in video, fruibile gratuitamente su YouTube. Nel maggio 2024 la rivista Amadeus ha pubblicato la sua registrazione del Secondo Concerto e della Prima Sonata di Rachmaninov. Numerosi compositori contemporanei hanno scritto per lui, tra cui Giancarlo Cardini, David Plylar, Nimrod Borenstein, Dominy Clements, Erik Lotichius. Musicista eclettico e curioso, ha frequentato anche il teatro, curando le musiche di scena per Il libro dell’inquietudine di Pessoa, nell’adattamento di Antonio Tabucchi rappresentato al Festival di Avignone. È protagonista dei documentari Pianiste/Interpréte (M. Sebestik, Parigi 2005–2014) e Mood Indigo (G. Besseling, Amsterdam 2013). Vive e lavora in Toscana.
Luca Ciammarughi è pianista, conduttore radiofonico, scrittore. Dal 2006 in onda su Radio Classica, ha scritto numerosi saggi, fra cui Soviet Piano, Non tocchiamo questo tasto e Le ultime Sonate di Schubert. Del giugno 2025 è l’uscita del libro Arturo Benedetti Michelangeli. Il mistero di un genio (Amadeus/Curci).Ha tenuto concerti in Europa, Stati Uniti e America latina, per istituzioni di prestigio.L’ultima sua uscita discografica è Rameau nello specchio di Saint-Saens (Sony). Collabora con il Teatro alla Scala e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. È docente di musica vocale da camera al Conservatorio di Novara. Ha collaborato con Daniel Barenboim per la realizzazione del cartone animato “Max & Maestro”, Premio Abbiati. È direttore artistico di PianoSofia (Milano) e PianoLab (Martina Franca). Al Museo Teatrale alla Scala cura la rassegna “Dischi e tasti”.